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BIOGRAFIA

 

2008 - 2010 : cos'è successo in questi due anni
I sarti che vestono le mie storie sono musicisti attivi in diversi contesti musicali. Questo è un sistema che mi piace perché è una finestra aperta sul mondo e mi obbliga a stare sveglio. Ne abbiamo due nuovi di zecca. Oggi il basso lo suona "Cinzia" Fabio Bianco, un irlandese che finge di essere brianzolo, e poi c'è Sara Giolfo una coristasolista che ci ha ampliato il perimetro di utilizzo del microfono. Ve ne accorgerete. Chiaramente "Lupo" Davide Borìn e Armando Illario restano sempre in famiglia perché ogni tanto le panchine di azzurro possono e devono anche essere dipinte di giallo. Lo dico da sempre : il Circo non è una band. Assomiglia di più ad un "cantiere" o ad una "palestra" per i giovani musicisti che lo compongono. Possiamo fare esperimenti che in altri contesti sarebbero probabilmente azzardi pericolosi : se tu non esisti, nulla è veramente impossibile. Per questo motivo sono felice che i ragazzi abbiano raccolto la sfida di lavorare a questo secondo disco con questa forma mentale. Ora, giustamente, mi si chiede di spiegare al "Fan Club Che Non Esiste" che cosa è successo in questi due anni e, soprattutto, come è nato questo disco. Se lo facessi in prima persona probabilmente farei confusione o, peggio, soffocherei la vostra fantasia. Meglio che lo faccia chi, spettatore casuale delle paranoie che alimentano l'oggetto che tutti chiamiamo convenzionalmente "Circo", ha visto nascere queste cose . Io stesso, del resto, ci ho capito ben poco ma oramai sono abituato e non ci faccio neanche più caso.
Lo Zio

Il dopo Distratto ( di Gisella A.N.)
A molti di voi sembrerà strano, ma io che c'ero posso assicurare che il canovaccio di "E lo chiamerai Giovanni" nasce ancor prima della registrazione di "Distratto". E' il 2006, siamo in un paesino del Messico dimenticato dai circuiti turistici. Alloggiamo in una pensioncina che da sul mare . Una di quelle simpatiche "posadas" che forniscono, gratis, anche gli scarafaggi. Quella notte, mentre lo Zio riempie di parole mille foglietti seduto sul terrazzino, prendono forma, inaspettatamente e sfacciatamente, come creazioni di plastilina, i personaggi di questa storia: una Ballerina, un Domatore, un Pagliaccio, la Regina… al mattino, sono tutti lì.
Alcuni di loro escono di getto dalla penna dello Zio, altri guadagnano spazio a gomitate, quasi brutalmente, come se avessero paura di essere dimenticati e di non poter prendere parte a quella sceneggiatura che li porterà a calcare la scena del palcoscenico e a farsi conoscere e amare anche dagli altri componenti del Circo. Non appena ognuno dei personaggi nati da quella improbabile e prolifica nottata Sudamericana ha guadagnato la propria identità nello psicodramma collettivo che è il Circo, ammirandoli dall'alto e con un certo distacco, ci accorgiamo che ci ricordano qualcuno, qualcosa… Una storia già scritta… o già letta :
Un amore clandestino
Una sposa
La passione
Un pianista senza Piano
Un cornuto
Il tradimento
E la gente che, come sempre, sembra non capire
Se state pensando ai "Promessi Sposi", ahimé, siete proprio fuori strada. Dimenticavo… Fra di loro c'è anche un bambinello.. e lo chiamerai Giovanni.
La compagna di viaggio di Ludovica e dello Zio

2005 - 2008: Distratto a Sud
Io non so esattamente cos’è l’Arturo Fiesta Circo. Sono stato spettatore dell’avvenimento e lo sono tutt’ora. Più che altro suonavo in bagno. L’unica cosa, musicalmente parlando, che mi sento di dire è che per me il bluesman è sempre stato un cantastorie. Un giorno a qualche suonatore di blues le cinque note della pentatonica non sono più bastate ed ha inventato il jazz. Personalmente credo di non fare niente di innovativo. Continuo una tradizione. Del bluesman mi ha sempre affascinato la vocazione al racconto di una storia, di una giornata particolare. Del jazz mi ha sempre affascinato la visione surreale dei colori che, spesso, mi fanno pensare ad un bicchiere vuoto e ad un portacenere pieno. Trovo che alcuni chansonniers francesi ed alcuni italiani abbiano saputo fare una buona sintesi di queste due fotografie.
Suonavo in bagno quando il Ciania (Fabio Giussani, batteria) mi ha detto che voleva provare a musicare alcuni brani che avevo scritto. Avevo i miei bei temporali nella testa in quel momento. Ho accettato per educazione e per stima verso questo giovane uomo così educato e per bene. Mi è sembrato subito un uomo d’altri tempi ed io amo il cuore antico delle cose. Con lui c’era anche Davide (Borin), giovanissimo bassista e in seguito si sono aggiunti Giuseppe (Magnelli, chitarra), Sara (Denova, pianoforte) e Armando (Illario, fisarmonica). Il Circo è nato così. I dettagli poi sono cose che spesso mi perdo. Il ricordo è una bestia strana, cambia colore e tonalità in ragione del tempo trascorso. Quelli del Circo mi chiamano Zio. Perché sono più grande di loro. Non sono tanto vecchio. Certe volte mi sembra di avere sei anni, certe volte mi sembra di averne cento. Ma questo con il Circo non c’entra. Considero il Circo la mia personalissima orchestra portatile per cui quando non ho voglia di suonare da solo questi ragazzi mi tengono compagnia. Nel 2008 è uscito il nostro primo disco, Distratto a Sud, registrato live in un’unica ripresa. A questo punto una presentazione come si deve dovrebbe sfociare con un qualcosa di pratico, che ne so, la definizione di una cultura musicale, una direzione, un programma.
Ecco, secondo me invece, la presentazione è finita.
Lo Zio (Sergio Arturo Calonego, voce e chitarra)

 

 

PARLANO DEL CIRCO
Fabio Paolo Costanza
Sergio Arturo Calonego
Niki
Laura Menbia

MUSICISTI
SERGIO ARTURO CALONEGO: voce, chitarra
FABIO GIUSSANI: batteria, percussioni
FABIO BIANCO: basso
GIUSEPPE MAGNELLI: chitarra, effetti
SARA GIOLFO: cori, chitarra
SARA DENOVA: pianoforte

Special guest:
ARMANDO ILLARIO: fisarmonica
DAVIDE BORIN: basso